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Piazza di Spagna |
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La monumentale scalinata di 135 gradini fu inaugurata da papa Benedetto XIII
in occasione del Giubileo del 1725; essa venne realizzata (grazie a dei finanziamenti
francesi del 1721-1725) per collegare l'ambasciata borbonica spagnola (a cui la
piazza deve il nome) alla chiesa di Trinità dei Monti.
Venne progettata sia da Alessandro Specchi che da Francesco De Sanctis dopo generazioni di lunghe ed accese discussioni su come il ripido pendio sul
lato del Pincio dovesse essere urbanizzato per collegarlo alla chiesa. La soluzione
finale scelta fu quella di Francesco De Sanctis: una grande scalinata decorata
da numerose terrazze-giardino, che in primavera ed estate viene addobbata splendidamente
con molti fiori. La sontuosa, aristocratica scalinata,posta all'apice di un lungo
asse viario che portava al Tevere, fu disegnata in modo che avvicinandosi gli
effetti scenici aumentassero man mano. Tipico della grande architettura barocca
era infatti la creazione di lunghe, profonde prospettive culminanti con quinte
o sfondi a carattere monumentale.
Nella piazza vi è la famosa Fontana della Barcaccia, che risale al primo periodo Barocco, scolpita da Pietro Bernini e da suo figlio, il più celebre Gian Lorenzo Bernini.
All'angolo destro della scalinata vi è la casa del poeta inglese John Keats, che vi visse e morì nel 1821, oggi trasformata in un museo dedicato alla sua
memoria e a quella dell'amico Percy Bysshe Shelley, piena di libri e memorabilia del Romanticismo inglese.
All'angolo sinistro c'è, invece, la sala da tè Babington's fondata nel 1893
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| | Villa Borghese | |

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Villa Borghese è un grande parco della città di Roma che comprende sistemazioni a verde di
diverso tipo, dal giardino all'italiana alle ampie aree di stile inglese, edifici,
piccoli fabbricati, fontane e laghetti.
È il terzo più grande parco pubblico a Roma (circa 80 ettari), dopo Villa Doria-Pamphili e Villa Ada e si estende in gran parte sul quartiere Pinciano e in piccola parte sul rione
Campo Marzio, divisi dalle Mura aureliane.
Il grande parco contiene diversi edifici ed ha 9 ingressi: tra i più frequentati
quello di Porta Pinciana, quello dalla scalinata di Trinità dei Monti, quello dalle rampe del Pincio a Piazza del Popolo e l'ingresso monumentale di Piazzale Flaminio. Il "giardino del Pincio" (corrispondente al colle Pincio), nella parte sud
del parco, offre un noto panorama su Roma.
L'edificio della villa ("Villa Borghese Pinciana"), oggi sede della Galleria Borghese, fu costruita dall'architetto Flaminio Ponzio, che sviluppò gli schizzi di Scipione Borghese. L'edificio fu destinato da Camillo Borghese a contenere le sculture di Bernini, tra cui il David e Apollo e Dafne, e di Antonio Canova (Paolina Borghese) nonché le pitture di Tiziano, Raffaello e del Caravaggio.
Contigua a Villa Borghese, ma oggi fuori dal perimetro vero e proprio del parco,
ai piedi del colle, è Villa Giulia, costruita nel 1551 - 1555 come residenza estiva per papa Giulio III, che ora ospita il Museo nazionale etrusco. Era legata a Villa Borghese anche Villa Medici, sede dell'Accademia francese a Roma. Altri edifici sparsi nei giardini di Villa
Borghese, su viale delle Belle Arti, sono stati edificati in occasione della Esposizione Internazionale tenutasi a Roma nel 1911 (Esposizione internazionale d'arte (1911)) per festeggiare
il primo cinquantenario dell'Unità d'Italia. La Galleria Nazionale d'Arte Moderna risale a questo periodo.
La villa ospita anche lo Zoo di Roma trasformato recentemente in bioparco ed il Museo civico di zoologia, mentre la "Casina delle Rose" è oggi la sede della Casa del Cinema. Nei pressi di quest'ultima si trova il Cinema dei Piccoli, la sala cinematografica
più piccola al mondo.
È sede del concorso ippico Piazza di Siena, giunto nel 2007 alla 75ma edizione.
Nel 2003 è stato inaugurato il Silvano Toti Globe Theatre, una ricostruzione del Globe Theatre di Shakespeare a Londra
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| | Piazza del Popolo e il Pincio | |

| L'origine del nome della piazza è incerta: c'è un'etimologia che deriva "popolo"
dal latino populus (pioppo), sulla base della tradizione che vuole ci fosse, nella
zona, un boschetto di pioppi pertinente alla tomba di Nerone, che era lì presso.
È notizia storica, comunque, che Pasquale II fece costruire a ridosso delle mura
una cappella, a spese del popolo romano (quella su cui poi sarebbe sorta la chiesa
attuale di Santa Maria del Popolo): del popolo era la Madonna, del Popolo diventò
la piazza.
La piazza e la sua porta sono un ottimo esempio di "stratificazione" architettonica,
un fenomeno consueto nella città eterna, che si è verificato per i continui avvicendamenti
di pontefici che comportavano modifiche e rielborazioni dei lavori edilizi e viari.
Sulla piazza affacciano ben tre chiese: Santa Maria del Popolo, Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli.
La forma della piazza assume la conformazione attuale solo alla fine del XVIII
secolo. La terrazza del Pincio diventa una delle più celebri passeggiate di Roma, frequentata dal popolo, dalla
borghesia, dalla nobiltà, dall'alto clero e dagli stessi pontefici.
Oggi Piazza del Popolo è un'ampia isola pedonale, luogo di eventi pubblici importanti:
la sua capienza le permette di ospitare sino a 30.000 persone.
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| | Il Vaticano | |

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PIAZZA SAN PIETRO
Piazza San Pietro è la piazza antistante la Basilica di San Pietro. La piazza si trova nella Città del Vaticano, è dedicata all'omonimo santo ed
è luogo di pellegrinaggio quotidiano per migliaia di fedeli cattolici provenienti
da tutto il mondo.
Confina ad est con il rione borgo di Roma ed è raggiungibile dall'Italia da via
di Porta Angelica o da via della Conciliazione.
LA BASILICA DI SAN PIETRO
La basilica di San Pietro in Vaticano è una basilica cattolica che si trova nella
Città del Vaticano, a coronamento della monumentale Piazza San Pietro.
È la maggiore delle basiliche papali, spesso descritta come la più grande chiesa
del mondo, lunga ben 218 metri e alta fino alla cupola oltre 130 metri, la superficie
totale è di circa 23.000 metri quadrati, è considerata il centro del cattolicesimo.
LA CUPOLA
Con i suoi 136 metri di altezza, i suoi 42 metri di diametro (di poco inferiore
però a quello del Pantheon) e i suoi 537 scalini è il simbolo stesso della basilica
e dell'intera città di Roma.
Poggia su un alto tamburo definito all'esterno da una teoria di colonne binate
e aperto da sedici finestroni rettangolari, separati da altrettanti costoloni.
Quattro immensi pilastri, di 71 metri di perimetro, sorreggono l'intera struttura,
il cui peso è stimato in 14.000 tonnellate.
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| | Roma antica | |

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VIA DEI FORI IMPERIALI
La via dei Fori Imperiali è una strada moderna di Roma, che riprende l'attuale nome dai resti degli antichi
Fori imperiali, che attraversa.
L'area occupata dai resti degli antichi edifici su interessata nel Medioevo dal
sorgere di abitazioni, chiese e monasteri, fino alla radicale trasformazione voluta,
alla fine del XVI secolo, dal cardinale Michele Bonelli, nativo di Alessandria,
che vi realizzò il quartiere denominato "Alessandrino".
Una massiccia opera di demolizione dell'intero quartiere venne effettuata, per
decisione dello stesso Benito Mussolini, tra il 1924 e il 1932 per l'apertura
di una grande strada, che prese il nome di "via dell'Impero", inaugurata il 9
aprile del 1932: Mussolini a cavallo tagliò il nastro inaugurale e sulla nuova
via sfilarono i mutilati della grande guerra, come ideale ricongiungimento dell'abnegazione
patriottica moderna con il ricordo della potenza antica. Il nome di "via dell'Impero"
fu attribuito anche ai tratti di strada oltre la piazza del Colosseo, divenuta
raggiungibile con l'eliminazione dell'antica collina della Velia, con le attuali
vie "di San Gregorio" (tra l'Arco di Costantino e il Circo Massimo) e "delle Terme
di Caracalla".
Dopo il 1945 il primo tratto di via dell'Impero fu rinominata in via dei Fori
Imperiali. Il 2 giugno vi si svolge la parata militare per la festa della Repubblica
Italiana.
COLOSSEO
Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente
come Amphitheatrum, è il più famoso anfiteatro romano, ed è situato nel centro
della città di Roma. In grado di contenere fino a 50.000 spettatori, è il più
grande e importante anfiteatro romano, nonché il più importante monumento della
Roma antica che sia giunto fino a noi[1].
Veniva usato per gli spettacoli gladiatòri e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli
di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica).
L'edificio forma un'ellisse di 527 m di circonferenza, con assi che misurano
187,5 m per 156,5 m. L'arena all'interno misura 86 m per 54 m, con una superficie
di 3.357 m². L'altezza attuale raggiunge i 48,5 m, ma originariamente arrivava
ai 52 m.
Il Colosseo, come tutto il centro storico di Roma, è stato inserito nella lista
dei Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO nel 1980.
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| | Fontana di Trevi | |

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La Fontana di Trevi è la più grande ed una fra le più note Fontane di Roma; è considerata all'unanimità
una delle più celebri fontane del mondo
Il tema della scultura è il mare. La scenografia è dominata da un cocchio, a
forma di conchiglia sul quale è adagiata la grande statua di Oceano di Pietro
Bracci, affiancata nelle nicchie laterali dalle statue della Salubrità e dell'Abbondanza,
opera di Filippo della Valle; il cocchio è trainato da cavallucci marini, a loro
volta preceduti da tritoni. Nella fontana, scultura e architettura barocca si
compenetrano e si fondono perfettamente, in un suggestivo spettacolo acquatico.
Una celebre tradizione vuole che porti fortuna lanciare una moneta nella fontana
volgendole le spalle, perché in questo modo si tornerà sicuramente nella città.
Le monete, raccolte quotidianamente, vengono destinate dal comune di Roma ad opere
caritatevoli.
LA FONTANA DI TREVI E IL CINEMA
Il mondo del cinema non è rimasto indifferente di fronte alla magnificenza ed
alla fama della fontana di Trevi.
Il monumento è protagonista di una delle scene più famose del cinema italiano
e, forse, di quello mondiale: in La Dolce Vita di Federico Fellini, Anita Ekberg si tuffa nella vasca, invitando Marcello Mastroianni a fare lo stesso.
In Tototruffa 62, Totò tenta di vendere la fontana ad uno sprovveduto ed ignaro turista, e con essa
i diritti d'autore per tutte le foto scattate dagli altri turisti, scatenando
in questo modo una serie di gag ed incomprensioni
Il lancio della monetina: la tradizione più conosciuta e persistente (citata
anche nella canzone Arrivederci Roma) lanciando di spalle una moneta dentro la
fontana ci si propizia un futuro ritorno nella città .
LA FONTANA DI TREVI E LA CULTURA POPOLARE
Il lancio della monetina: la tradizione più conosciuta e persistente (citata anche nella canzone Arrivederci
Roma) lanciando di spalle una moneta dentro la fontana ci si propizia un futuro
ritorno nella città. Si ignorano le origini della tradizione, che però potrebbe
scaturire nell'usanza di gettare nelle fonti sacre oboli o piccoli doni per propiziarsi
la divinità locali.
Il comune di Roma ha deliberato che tutte le monetine recuperate sarebbero state
destinate alla Caritas della capitale; di recente è stato però denunciata un'appropriazione
indebita delle monetine da parte di altri individui.
L'acqua dell'amore: quando se ne attingeva ancora acqua da bere (e l'acqua di Trevi era considerata
tra le migliori di Roma, per non essere calcarea come l'Acqua Marcia; oggi si
usa solo per irrigazione e per alimentare le fontane), le ragazze ne facevano
bere un bicchiere al fidanzato che partiva - bicchiere che poi frantumavano in
segno e augurio di fedeltà.
L'asso di coppe: sulla destra della fontana c'è un grande vaso di travertino (detto Asso di coppe):
le chiacchiere del tempo dicono che il Salvi l'avesse fatto mettere lì per disturbare
la vista di un barbiere che aveva bottega lì a fianco e continuava a criticare
il lavoro dell'architetto.
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| | Piazza Navona | |

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Piazza Navona è una delle più celebri piazze di Roma. La sua forma è quella di
un antico stadio, e venne costruita in stile monumentale per volere di Papa Innocenzo
X, della famiglia Pamphili.
Piazza Navona si trova dove ai tempi dell'antica Roma era lo stadio di Domiziano,
che fu costruito dall'imperatore Domiziano nell'85 d.C. e nel III secolo fu restaurato
da Alessandro Severo. Era lungo 275 metri, largo 106 e poteva ospitare 30.000
spettatori.
Piazza Navona è in un certo senso l'orgoglio della Roma barocca, con elementi
architettonici e scultorici di maestri come Gian Lorenzo Bernini (la Fontana dei
Quattro Fiumi al centro della piazza, che rappresenta il Danubio, il Gange, il
Nilo ed il Rio della Plata, i quattro angoli della Terra), Francesco Borromini
e Girolamo Rainaldi (Sant'Agnese in Agone, davanti alla fontana del Bernini) e
Pietro da Cortona (autore degli affreschi della galleria di Palazzo Pamphili.
IL MERCATO
La piazza ospita un mercato che nel tempo è divenuto tradizionale per la città.
Nato come mercato rionale (in realtà si trattava del trasferimento del mercato
del Campidoglio), simile a quello tuttora attivo di Campo de' Fiori, risultava
caratteristico per l'ubicazione dei banchi che, più o meno come attualmente, seguivano
l'ovale. Durante i mesi caldi, il mercato era sospeso per l'uso di allagare la
piazza a fini di refrigerio della cittadinanza, abitudine ancora in uso sino all'Ottocento.
Nel tempo, anche in ragione della sempre più marcata destinazione turistica dei
luoghi, il mercato fu pian piano riversato sul già esistente vicino mercato di
Campo de' Fiori e limitato in questa piazza al solo periodo natalizio; forse anche
per la limitazione temporale, il valore tradizionale di questo mercato ha assunto
più denso spessore, raggiungendo l'apice con la ricorrenza dell'Epifania e rendendo la "Befana di piazza Navona" uno dei momenti più diffusamente sentiti della cittadinanza.
A partire dal dopoguerra, così come per la scalinata di Trinità del Monti, numerosi
artisti hanno cominciato a frequentare la piazza insediandovi estemporanei banchetti
per dipingere e per esporre (anche a fini di vendita) le loro creazioni; parallelamente,
è nato inoltre il noto uso di realizzare ritratti (anche caricaturali) per i passanti
ed in tempi recenti la piazza è divenuta luogo di incontro e di performance di
artisti "stradali" che la rendono, soprattutto nelle ore serali, uno dei punti
più vitali ed interessanti della città
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