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Benvenuti nella culla dell’architettura e della pittura italiana del 600

Da Brunelleschi a Botticelli, da Giotto a Raffaello


Palazzo Strozzi

Uno dei più bei palazzi rinascimentali italiani. Di mole imponente (occupa lo spazio che prima della sua edificazione occupavano ben 15 edifici!), si trova fra le omonime Via Strozzi e Piazza Strozzi, e via Tornabuoni, con grandiosi portali che fanno da entrata, identici su ognuno dei tre lati non addossati ad altri edifici.
Vero e proprio capolavoro dell'architettura civile fiorentina del Rinascimento, fu iniziato per volere di Filippo Strozzi, un ricco mercante appartenente a una delle famiglie più facoltose di Firenze, per tradizione ostili alla fazione dei Medici. Il palazzo rappresenta l'esempio più perfetto dell'ideale di dimora signorile del Rinascimento.
Attualmente al primo piano ospita ogni anno importanti mostre d'arte temporanee.

Duomo

Il Duomo, con la sua facciata di marmo rosa, bianco e verde e la caratteristica cupola, domina il profilo della città. L’edificio come lo vediamo oggi è il risultato di un lungo lavoro che attraversa oltre sei secoli di storia. Il progetto architettonico che sta alla base è quello disegnato da Arnolfo di Cambio alla fine del Duecento, la cupola che lo ha reso un simbolo di tutta la Toscana è frutto del genio rinascimentale di Filippo Brunelleschi, la facciata che lo ha completato è addirittura opera del tardo Ottocento. L'interno del Duomo custodisce affreschi e vetrate di alcuni dei più bei nomi del Rinascimento: Vasari, Zuccari, Donatello, Uccello e Ghiberti. Ancora oggi nessun edificio di Firenze supera in altezza la cupola del Duomo.

Galleria degli uffizi

La Galleria degli Uffizi è un museo, sito nel Piazzale degli Uffizi. L'edificio ospita una superba raccolta di opere d'arte, comprendente tra l'altro la maggiore collezione di dipinti del Botticelli, divisa in varie sale allestite per scuole e stili in ordine cronologico. Le raccolte degli Uffizi coprono l'arte figurativa fino alla metà del Settecento circa, con una sovrapposizione a partire dal periodo del tardo Cinquecento con le opere conservate nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, dove sono però sistemate secondo il criterio della quadreria. Agli Uffizi si trovano anche le migliori sculture classiche di Firenze.

Galleria dell'Accademia

La Galleria dell'Accademia è in via Ricasoli. Il museo deve la sua popolarità alla presenza del David e di altre statue di Michelangelo. Con la fondazione nel 1784 dell'Accademia di Belle Arti, da parte del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, riunendo varie istituzioni tra le quali, l'antica Accademia delle Arti del Disegno, venne realizzata anche la Galleria dell’Accademia, un museo destinato ad accogliere le opere di proprietà della scuola d’arte. Fra queste, il gesso del Ratto delle Sabine del Giambologna. Con la soppressione, alla fine del Settecento di numerosi ordini monastici, vennero incorporati numerosi dipinti antichi e venne al contempo aperta una sezione di arte moderna. Dal 1996, grazie ad un accordo con l'attiguo Conservatorio musicale Luigi Cherubini, fa parte della galleria anche il Museo degli strumenti musicali.

Palazzo Pitti

Il Palazzo Pitti si trova nel quartiere di Oltrarno, sulle pendici della collina su cui si trova il Giardino di Boboli. Al suo interno sono ospitati da diversi musei di diversa natura.
La pinacoteca principale, ricca di 500 dipinti, è nota ufficialmente come Galleria Palatina e vi si trovano tele importantissime, fra le quali spiccano il cospicuo numero di opere di Raffaello Sanzio, Pieter Paul Rubens e Andrea del Sarto, ma non mancano anche capolavori di Agnolo Bronzino, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Tintoretto, Tiziano, ecc.
La Galleria d'Arte Moderna ospita pittori italiani (per lo più toscani) dal Settecento al Novecento, mentre il Museo degli Argenti possiede una stupenda raccolta di oggetti preziosi fatti fare od acquistati dai Medici nel corso dei secoli. C'è inoltre il maggiore museo italiano dedicato alla moda, la Galleria del Costume, ed anche gli Appartamenti Monumentali, stupendo esempio di arredo e decorazione sontuosa di ambienti del periodo barocco e rococò.

Orsanmichele

La chiesa di Orsanmichele, detta anche di San Michele in Orto, era una loggia costruita in origine per il mercato delle granaglie, in seguito trasformata in chiesa delle Arti, le antiche corporazioni fiorentine. Sul luogo, in Via de' Calzaiuoli a metà strada tra il duomo di Santa Maria del Fiore e Palazzo Vecchio esisteva un monastero femminile con vasti terreni ad orto, nel quale un primitivo oratorio fu sostituito intorno alla metà dell'VIII secolo dalla piccola chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, chiamata San Michele in Orto (da cui deriva il nome di "Orsanmichele"). L’aspetto attuale del monumento, che nel corso dei secoli era stato notevolmente modificato e appesantito nei suoi spazi interni, si deve ad una serie di importanti restauri che si sono susseguiti a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino al più recente del 2006. Il museo di Orsanmichele, aperto al pubblico nel giugno 1996, e allestito nei saloni del primo e secondo piano, è stato costituito per raccogliere le sculture, allontanate per ragioni dalle facciate esterne del monumento.

Santa Maria Novella

La Basilica di Santa Maria Novella è una delle più importanti chiese di Firenze e sorge sull'omonima piazza. Se Santa Croce era ed è un centro antichissimo di cultura francescana e Santo Spirito ospitava l'ordine agostiniano, Santa Maria Novella era per Firenze il punto di riferimento per un altro importante ordine mendicante, i domenicani. La facciata marmorea di Santa Maria Novella è fra le opere più importanti del Rinascimento fiorentino, un capolavoro di intarsi di marmo bianco e nero: iniziata nel 1300, sarà poi completata nel 1470 da Leon Battista Alberti. L'interno della Basilica ospita una serie di opere che portano la firma di Giotto, Andrea Orcagna, Brunelleschi, Ghiberti, Benedetto da Maiano, Masaccio, Domenico Ghirlandaio e Filippino Lippi. Nei Chiostri sono visibili affreschi di Paolo Uccello e della scuola fiorentina dal XIII al XV secolo.

Ponte Vecchio

Il Ponte Vecchio è uno dei simboli della città di Firenze. Attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto, dove nell'antichità esisteva un comodo guado. La prima costruzione risale all'epoca romana, ma fu più volte danneggiato dalle alluvioni del fiume. Il passaggio era fiancheggiato da due file di botteghe artigiane: occupate inizialmente da pescivendoli, macellai e conciatori, furono poi assegnate a orafi e gioiellieri per ordine di Ferdinando I nel 1593 che mal gradiva un commercio poco nobile e con odori sgradevoli sotto le finestre del Corridoio vasariano che metteva in comunicazione Palazzo Vecchio con la dimora privata dei Medici, Palazzo Pitti. Le botteghe di Ponte Vecchio si affacciano tutte sul passaggio centrale, ciascuna con un'unica vetrina chiusa da spesse porte in legno, e spesso presentano un retrobottega costruito a sbalzo sul fiume e sostenuto da beccatelli (o "sporti"). Al centro del ponte le botteghe si interrompono con due terrazze panoramiche: quella est è sormontata dal corridoio vasariano, mentre l'altra ospita il monumento di Benvenuto Cellini, il più famoso orafo fiorentino.

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