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Piazza del Campo

E', storicamente, la piazza principale della città di Siena. Unica per la sua particolare e originalissima forma a conchiglia, è rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza ed integrità architettonica e per essere il luogo in cui due volte l'anno si svolgono i due Palii.
Lo spazio che sarebbe diventato la piazza attuale era, alle origini di Siena, un terreno bonificato e successivamente, uno spazio per i mercati, appena laterale rispetto alle principali strade di comunicazione che passavano per la città. Il primo documento che parla di sistemazione dello spazio del "Campo" è del 1169 e si riferisce a tutta la vallata comprendente sia l'attuale piazza che la piazza del Mercato. Fino al 1270, con il Governo dei Ventiquattro (1236-1270), lo spazio della futura piazza viene usato per fiere e mercati.

Palazzo Comunale
• È il palazzo costruito dal governo della Repubblica di Siena tra il 1298 e il 1310 come sede del Governo dei Nove. Non fu usata la pietra, ma il mattone, mentre gli elementi bianchi sono in marmo. Ogni finestra è ornata da un’ogiva che la contiene. I merli sono di tipo guelfo.

Torre del Mangia
• Era il "campanile" laico del Palazzo Comunale ed è così chiamata dal soprannome di "mangiaguadagni" dato al suo primo custode Giovanni di Balduccio (o "di Duccio"), famoso per apprezzare molto i piaceri del cibo e sperperare quindi a tavola i propri guadagni. È tra le torri antiche italiane più alte, arrivando a 102 metri fino al parafulmine (seconda solo al Torrazzo di Cremona). Fu costruita tra il 1325 e il 1348. I quattro angoli sono perfettamente orientati in direzione N-S ed E-O.

Cappella di Piazza
• È il tabernacolo marmoreo che sorge ai piedi della Torre del Mangia, sporgente rispetto al profilo del Palazzo comunale. Fu edificata nel 1352 per ringraziare la Vergine Maria dello scampato pericolo della peste nera che aveva colpito la città nel 1348. Sopra l'altare, tra il 1537 e il 1539, Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma affrescò la Madonna con il Figlio e Dio Padre, i cui resti si conservano oggi nel Museo Civico all'interno del Palazzo Pubblico



Duomo

La Cattedrale di Santa Maria Assunta è il Duomo di Siena. Costruita in stile romanico-gotico, è una delle chiese italiane più affascinanti costruite in questo stile
È tradizione, suffragata anche da deduzioni storiche, che il Duomo sia stato consacrato il 18 novembre 1179. La cupola fu completata nel 1263. L'attuale sistemazione dell'apice della cupola stessa è del 1667.  L'interno, di grandiose proporzioni, è a croce latina, con tre vaste navate. Il pavimento è a commessi marmorei, opera unica nella storia dell'arte. La navata centrale è sormontata da un davanzale sovrastante i busti dei papi (incluso quello della Papessa Giovanna).
I busti dei Papi
Il transetto, a doppia navata, ha crociera esagonale ed è coperto dalla cupola a base dodecagonale, ornata da sei grandi statue dorate di santi. Il tutto è sovrastato da una galleria cieca a colonnette ornata di figure di patriarchi e profeti a chiaroscuro.


Santa Maria della Scala

Il Santa Maria della Scala è uno dei più antichi ospedali europei e dei primi esempi di xenodochio, che da alcuni anni ha esaurito le proprie funzioni sanitarie ed è stato (e in parte lo è ancora) oggetto di una importante operazione di recupero a fini museali e culturali.
Questo grande complesso, situato nel cuore di Siena, di fronte alla Cattedrale, conserva integre le testimonianze di mille anni di storia, restituendo un percorso che, dall’età etrusca e romana, dal Medioevo al Rinascimento, arriva al giorno d'oggi. Nelle testimonianze artistiche qui presenti si confondono le immagini di civiltà etrusche, pellegrini stanchi, viandanti e malati, nobili signori, imperatori bizantini, bambini abbandonati e confratelli preganti. Nel Museo si alternano ambienti monumentali, corridoi angusti, affreschi coloratissimi con storie di vita, cripte oscure, intrecci di gallerie scavate nel tufo e grandi spazi voltati a mattoni. Il Santa Maria della Scala non si presta quindi ad una lettura univoca e anche se alcuni tra i più grandi artisti italiani vi hanno lasciato preziose e rare testimonianze, il grande edificio (350.000 metri cubi) è soprattutto una sintesi della città e della sua storia. La particolarità consiste proprio in questo: è un contenitore dove architettura, opere d’arte e storia raccontano una vita che continua senza interruzioni da mille anni.



Palazzo delle Papesse

Il Palazzo Piccolomini conosciuto come Palazzo delle Papesse,di gusto rinascimentale fiorentino, fù costruito tra 1460 il 1495,forse su disegno di Bernardo Rossellino per Caterina Piccolomini sorella del Papa.
L'edificio,che è formato da tre piani, si presenta come un blocco compatto, articolato da una fascia di bugnato che sale dalla base fino al primo piano. Il rivestimento murario si alleggerisce poi nell'apertura delle grandi finestre ad arco segnate da una colonnetta centrale.
L'interno ha subito un restauro ottocentesco, che ne ha alterato in parte, l'assetto,ma conserva ancora alcuni elementi decorativi, nei portali in pietra e nei soffitti decorati con motivi neoquattrocenteschi.
Nel 1884 è stato acquistato dalla Banca d'Italia e ha subito profonde modifiche per essere adeguato alle nuove funzioni. Dal 1998 dopo un ulteriore restauro il Palazzo delle Papesse ospita il Centro
d' Arte Contemporanea.
Dal 1998 il Palazzo delle Papesse, grazie a una stretta collaborazione con gli artisti invitati, ha istituito una collezione di opere con l'intento di creare, all'interno di una concezione museale dinamica e in continua trasformazione, una memoria 'storica' quotidianamente fruibile.
Parallelamente all'attività espositiva e di ricerca il Palazzo delle Papesse dedica ampio spazio alla diffusione dell'arte contemporanea nella città e nel territorio mediante iniziative che coinvolgono il pubblico in forma diretta. Il Centro svolge una funzione divulgativa attraverso l'offerta di attività e servizi didattici dedicati alle scuole di ogni ordine e grado e al pubblico adulto. Visite guidate di esplorazione o di studio, cicli di lezioni su opere e artisti in mostra, interventi di animazione, anche con l'utilizzo del teatro e delle nuove tecnologie, sono alcune delle iniziative mirate alla sensibilizzazione nei confronti dei linguaggi e dei mezzi dell'arte contemporanea.



Basilica di San Francesco

La basilica di San Francesco è tra le più importanti chiese di Siena, situata in piazza San Francesco. La chiesa fu eretta nel 1228-1255 circa e successivamente ingrandita tra il Trecento ed il Quattrocento con interventi che videro la trasformazione del primitivo edificio romanico nell'immensa struttura gotica attuale. L'edificio presenta una pianta a croce egizia con unica navata coperta a capriate e cappelle voltate a crociera nel transetto . All'interno, in controfacciata si conservano i resti di due sepolcri trecenteschi e, in alto, due grandi affreschi frammentari staccati rispettivamente da Porta Romana e Porta Pispini.



Basilica di San Domenico

La Basilica di San Domenico è una delle più importanti chiese di Siena e si trova in Via Camporegio.
La chiesa fu innalzata nel 1226-1265, ma nel corso del Trecento il complesso fu ampliato nelle forme gotiche che vediamo ancora oggi e che hanno resistito ad incendi (1443, 1531), occupazioni militari (1548-1552) e terremoti (1798).
La vasta architettura in mattoni tipica degli ordini mendicanti mostra sulla sinistra il campanile sbassato nel 1798 in seguito al sisma e presenta una pianta a croce egizia con amplissima navata, coperta a capriate e transetto con alte cappelle.
L'ingresso si trova all'inizio del fianco sinistro della chiesa, in quanto la facciata è occupata dalla struttura  sopraelevata della cappella delle Volte La Cappella delle Volte, antico luogo di preghiera delle terziarie domenicane dette Mantellate e legato a numerosi episodi di santità di Caterina da Siena. Al complesso appartiene anche una gotica cripta, restaurata nel 1935, divisa da pilastri in tre navate voltate a crociera e absidale.



La Fortezza

La Fortezza Medicea di Siena fu fatta costruire nel 1560 da Cosimo I de' Medici, signore di Firenze, poco dopo l'occupazione di Siena da parte delle truppe fiorentine, nel luogo della vecchia fortezza spagnola rasa al suolo dai senesi nel 1552. Lo scopo della sua costruzione era  di presidiare la città contro eventuali tentativi da parte dei senesi di riconquistare l'indipendenza. Alla fine del Settecento, la Fortezza fu smilitarizzata e trasformata in giardino pubblico.
Oggi è sede di mostre temporanee e nei sotterranei è stata allestita l’Enoteca Italiana permanente con alcune sale predisposte al soggiorno e alla degustazione di alcuni tra i più pregiati vini italiani.
Al suo interno ospita l’Associazione Siena Jazz, nata il 9 settembre 1977, che vi organizza i corsi di formazione per musicisti e laboratori di ricerca musicale, svolge le proprie attività in una struttura con 20 aule per l’insegnamento, un archivio sonoro e una biblioteca.


Il Palio

Il 2 luglio e il 16 agosto a Siena, in Piazza del Campo, si svolge il tradizionale Palio, una corsa di cavalli montati a pelo (cioè senza sella) tra le diverse contrade di Siena che monopolizza l'attenzione della città per diversi giorni; questo è dato dal fatto che il palio non è esclusivamente una manifestazione storica o la rivisitazione di un'antica giostra medievale, ma è l'espressione dell'antichissima e radicata tradizione senese. Il palio è ben lungi dall'essere una manifestazione che si possa gabellare in "pochi giorni", ma è il frutto di un'accurata e maniacale organizzazione da parte delle contrade cittadine, che conducono un'intensa vita sociale ed associativa durante tutto l'arco dell'anno.
Il Palio richiama anche molti turisti ed è seguito in diretta da molte televisioni.
Collegata al Palio è una viva polemica da parte delle associazioni di animalisti che ritengono la corsa estremamente rischiosa per la vita dei cavalli. Anche a causa di queste pressioni dell'opinione pubblica, negli ultimi anni il Comune ha moltiplicato gli sforzi per garantire un livello di sicurezza e di supporto veterinario del più alto livello.
A Siena comunque il cavallo è tenuto in grande cura e allenato per tutto l'anno. Durante le 96 ore del Palio, visto che questi è l'unico in grado di portare il "cencio" (il riconoscimento della vittoria) nel rione: è il cavallo che rappresenta la contrada tramite la spennacchiera (la coccarda con i colori della contrada posta sulla fronte dell'animale) e non il fantino. È il cavallo che vince il Palio anche "scosso" (cioè senza il proprio cavaliere). A Radicondoli esiste anche un pensionato per tutti i cavalli da Palio che non possono più correre per infortuni o per anzianità. Un'ultima nota per far comprendere la venerazione dei senesi per questo animale: non si dimentica il nome di un solo cavallo che abbia partecipato alla corsa e ai più vittoriosi si dedicano tombe dove i contradaioli possono rendere gli onori a questi corridori scomparsi (ad esempio la tomba di Brandano, un mitico cavallo del recente passato di Siena).


Banca Monte dei Paschi di Siena

La Banca Monte dei Paschi di Siena, nata nel 1472 come monte di pietà per dare aiuto alle classi disagiate della popolazione senese, è la più antica banca al mondo tuttora in attività. La società di Rocca Salimbeni è attualmente il terzo gruppo bancario italiano: il Gruppo Monte dei Paschi di Siena (o Gruppo MPS).
Il Gruppo MPS è attivo sull'intero territorio italiano e sulle principali piazze internazionali con un'operatività che copre l'attività bancaria tradizionale, l'asset management, il private banking (fondi comuni d'investimento mobiliari, gestioni patrimoniali, fondi pensione e polizze vita), l'investment banking alla finanza innovativa d'impresa (project finance, merchant banking e consulenza finanziaria), con una particolare vocazione verso la clientela famiglie e piccole e medie imprese.

La collezione artistica del Monte dei Paschi di Siena nasce con le prime opere commissionate per dare lustro all'Istituto appena nato, come l'affresco della Madonna della Misericordia ordinata nel 1481 a Benvenuto di Giovanni del Guasta per celebrare la fondazione della Banca. La collezione si è arricchita nel corso dei secoli ed oggi accoglie opere di artisti del ‘300 (come Pietro Lorenzetti), del ‘400 (come Stefano di Giovanni detto il Sassetta e Benedetto da Maiano), del ‘500 (come Domenico Beccafumi e Arcangelo Salimbeni), del ‘600 (come Francesco Vanni e Giovan Francesco Rustici), dell'800 (come Amos Cassioli), fino ad arrivare ai nostri giorni.






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